Nouvelles d’Italie

Impossibile non sapere cos’é successo l’altro giorno a Mesagne nonostante io sia qui (ormai il mondo è terribilmente minuscolo). Credo anzi che quello che succede (di positivo ma purtroppo più spesso di negativo) nel Belpaese mi arrivi con una sorta di strana eco. Non sono lì a sentire la gente che si lamenta, che fa mille ipotesi prima di sapere la realtà dei fatti e i soliti (!) luoghi comuni. Non arrivo a dire che i tg italiani e gli Speciali così retorici e ripetitivi mi manchino, ma in qualche modo é come se saltassi una GROSSA fetta della torta.

Direi che potrebbe decisamente piacermi.

Perché posso farmi un’idea senza essere mitragliata di commenti inutili (anche se inerenti ), di politici straziati dal dolore, di tensioni e accuse volanti.  Ma soprattutto DECIDERE come, quando e da chi avere queste informazioni. Come essere in una sorta di esilio.

Temo il momento in cui qualche straniero (francese o non) mi chiederà qualcosa al riguardo. Come é successo quando ero appena arrivata e la “questione Concordià” é stata addirittura un argomento di conversazione a lezione.

Come quando, ospiti a casa di una famiglia francese, la ragazzina ci ha guardati negli occhi e chiesto :

Ragazzina: “Est-ce que vous avez vu la mafià?“;

M. e R. : “Ehm…” + facce imbarazzate + ricerca di un intervento intelligente da parte della madre;

Ragazzina: “Alors, est-ce que vous avez vu la mafià?!” + faccia arrogante + nessuna reazione materna;

M. e R. : “Magnate sta carbonare e statte zitta!” (pensato) , “Ce n’est pas quelque chose que vous voyez en vous promenant” (“Non è una cosa che si vede mentre passeggi”) + cambio repentino di discorso.

Mafia e Concordia sono due cose diverse (tre, se si include il terremoto di questa mattina nel nord Italia), ma sono comunque cose che riguardano gli italiani, e quindi (al momento) non la gente che mi circonda. Sono discorsi ovvi, ma essendomi trasferita da poco ci devo ancora fare l’abitudine. Di solito erano piaghe (destini, tragedie..) che condividevo con tutti quelli che mi stavano attorno, più o meno.

Siccome immagino che abbiate visto e stra visto le notizie trasmesse dai nostri rispettosissimi tg nazionali vi mostro anche una testata francese. Questo è quello che dice Le Figaro:

Per il resto qui sono molto presi dal nuovo Presidente e, nel particolare a Montpellier, dal Festival di Sport Estremi (di cui parlerò presto), dalla vittoria in campionato di calcio del piccolo Montpellier (l’anno prossimo in Champions League!) e dal seguitissimo rugby.

Ogni paese ha le sue.

4 thoughts on “Nouvelles d’Italie

  1. Maddalena,
    commento il tuo post da “italiana all’estero”.

    Anche a me è stato chiesto, spesso qui in Germania ma anche in Belgio o in Spagna, se la mafia è realmente come viene mostrata nei film; le battute sul bunga-bunga non mancano e qualche commento stupido sugli italiani bamboccioni prima o poi viene fuori.

    Conosco la sensazione che si prova. Ma io non sono in imbarazzo, mi sento semplicemente impotente perchè veniamo giudicati da persone che molto spesso non sanno nulla della situazione italiana.
    Spesso gli stereotipi sul nostro paese vengono alimentati proprio dagli italiani all’estero: perchè non rispondere ad una domanda sulla mafia?
    Perchè non raccontare anche l’Italia silenziosa che combatte la malavita quotidianamente?
    Perchè essere in imbarazzo e preferire un silenzio-complice?
    Così facendo non si fa altro che mantenere come unica fonte di informazione – soprattutto all’estero – quei media che poco ti piacciono.

    • Sarebbe stato super! Se solo avessi saputo, arrivata da una settimana, esprimere dei concetti in francese! Parlavo principalmente a gesti..e di una questione così delicata si fa fatica anche in italiano a mio avviso. Comunque la mia sensibilità sugli stereotipi è solo che aumentata stando lontana dall’Italia, e credo come te che bisognerebbe, debitamente documentati, combattere delle piccole battaglie per sfatarli. Ma dovremmo farlo anche da italiani in Italia! Perché é da lì che parte tutto.

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