-Giulia in Deutschland, Münster

In Germania non per scelta da un paio di mesi avrei voluto scrivere per sfatare i luoghi comuni sui tedeschi.

Così ho scritto tutti gli stereotipi che mi sono venuti in mente con l’idea di sceglierne un paio e “smontarli”.

Non ce l’ho fatta. Tutti – puntualmente (giusto per rimanere in tema) – smentiti.

Considerato che ho studiato legge e, non meno importante,  sono nata e cresciuta in Italia so bene che le regole non esistono o che, se esistono, si possono cambiare a piacere o all’occorrenza.

Così invece che indebolire ho deciso di scrivere per rafforzare un paio di preconcetti sui tedeschi, perché, cribbio, qualche certezza bisogna pur averle in questo periodo!

Primo: “I tedeschi sono rigidi e rispettano sempre le regole”. Vero.

Basti pensare che quando ho chiesto alla mia coinquilina quanto tempo avrei impiegato per raggiungere a piedi la stazione ha risposto: “Dipende, da che binario parti?”.

E le regole le rispettano anche quando hanno la certezza di non essere scoperti! Se è rosso i tedeschi non attraversano il semaforo: io l’ho fatto spesso attirando sguardi di biasimo e rimprovero. Ora cerco di trattenermi, ma a volte non riesco proprio a reprimere l’istinto (strada completamente vuota e semaforo rosso) e passo lo stesso, guardando con aria di sfida chi mi rimprovera con lo sguardo. Prima o poi prederò la multa, lo so già.

Secondo: “I tedeschi mangiano male”. Vero.

Giusto un paio di esempi.

1)       Colazione, poco prima delle 8.

Io: caffè (da moka Bialetti portata dall’Italia) e fette biscottate con il miele (2, forse 3, giuro non di più).

Anna: caffè americano con latte, panino con (nell’ordine) senape, wurstel spalmabile e una sorta di confettura di peperoni. Mi guarda, mentre addento la fetta biscottata e mi dice “Certo che tu mangi la mattina. Io invece non riesco a mangiare molto perché non ho quasi mai fame”.

2)      Cena.

Io: finocchio tagliato sottile condito con olio, limone e sale.

Vivienne: pasta cucinata a pranzo e rimasta nella pentola senza olio tutto il pomeriggio, scaldata al microonde e condita all’ultimo con Ketchup.

“Cosa mangi?” domanda.  “Finocchio, vuoi provare?”. “No, bleah, non l’ho mai mangiato in vita mia. Certo che tu mangi strano!”.

Terzo: “La domenica è sacra”. Vero.

Tutto è chiuso, ma tutto davvero. E ci sono delle regole strane, tipo che non si possono buttare le bottiglie di vetro nei contenitori per la raccolta differenziata perché fanno troppo rumore. Due domeniche fa abbiamo sistemato il terrazzo e ci siamo ritrovato con un centinaio di bottiglie vuote, tra vino e birre. Nonostante le loro rimostranze ho convinto i miei coinquilini ad andare a buttarle via ed erano davvero terrorizzati: hanno passato tutto il tempo a fare degli scherzi del tipo “Oddio, la polizia” e tutti gli altri scappavano a nascondersi tra i bidoni!

Vi lascio, per chi avesse voglia, con un film: L’Onda (die Welle), che bene tratteggia (una parte del) la società tedesca.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...